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Codici di Protezione

PROTEZIONE TESTA


EN 397 Prove di Compressione su Elmetti Industriali di Sicurezza

Questa norma europea specifica i requisiti fisici e prestazionali, metodi di prova e requisiti di marcatura per elmetti industriali di sicurezza per uso generale nell’industria. Gli elmetti industriali di sicurezza sono destinati principalmente a fornire una protezione a chi lo indossa dalla caduta di oggetti, lesioni cerebrali conseguenti e frattura del cranio.

Quando la prova è eseguita con il metodo indicato al punto 6.11, la massima deformazione laterale del casco non deve superare i 40 mm, e la deformazione residua laterale, se viene rilevata, non deve superare i 15 mm e osservare l'entità del danno.

La procedura di prova viene configurata tramite TestProfiler Bluehill® per costruire le rampe e i tempi di sosta per applicare il profilo di sequenza del caricamento come descritto di seguito. Il casco è disposto trasversalmente tra rigide piastre parallele.Una forza iniziale di 30 N viene applicata perpendicolarmente alle piastre in modo che il casco viene sottoposto ad una forza laterale. Dopo 30 secondi si deve misurare (dimensione x) la distanza tra le piastre di compressione.

La forza viene quindi aumentata fino a 430 N, che viene mantenuta per 30 secondi, dopo di che la distanza tra le piastre sarà nuovamente misurata (dimensione y).Infine, la forza viene diminuita a 25 N e poi immediatamente aumentata a 30 N, che viene mantenuta per 30 secondi, dopo di che la distanza tra le piastre è nuovamente misurata (Z).

Il generatore Bluehill di espressioni viene utilizzato per creare semplicemente i calcoli sotto personalizzati.

  • La massima deformazione laterale è la differenza tra le dimensioni X e Y
  • La deformazione residua laterale è la differenza tra le dimensioni X e Z

Si consiglia di utilizzare un sistema di prova di trazione a doppia colonna con il dispositivo di prova.

Il pacchetto software Bluehill® viene utilizzato per l’ingresso dei parametri dei provini, impostare il controllo della velocità desiderata, calcolare automaticamente i risultati desiderati e le statistiche, e infine produrre un documento di prova o inviare a un database di rete.

Suggeriamo di esaminare EN 397 Sezione 6.11 per comprendere appieno il dispositivo di prova e dei risultati prima di effettuare qualsiasi prova.

 

Su questa soluzione

Related Standards: EN397, Section 6.11
Tipo di provino: Caschi
Materials: Plastica
Tipo di prova: Compressione | Semplice Ciclo
Settore commerciale:

Edilizia / Costruzioni

DIRETTIVA SUL RUMORE 2003/10/CE

Oltre il 29% di tutti i lavoratori è esposto a livelli di rumore pericolosi durante almeno un quarto del proprio orario di lavoro, mentre l’11% vi è esposto costantemente, e questa tendenza è in aumento.

Pur essendo permanente ed irreversibile, la perdita dell’udito provocata dal rumore può essere totalmente evitata. La nuova direttiva Europea 2003/10/CE, entrata in vigore il 15 febbraio 2006, è volta a ridurre l’esposizione dei lavoratori al rumore.

NORME EUROPEE
 
EN 352/1 Cuffie
EN 352/2 Inserti auricolari
EN 352/3 Cuffie per elmetto
EN 352/4 Cuffie elettroniche
EN 352-6 Cuffie con comunicazione audio
prEN 352-8 Cuffie con ricezione audio
LIVELLI DI AZIONE E LIMITI D’ESPOSIZIONE
 

Sono necessarie delle misure di protezione a questi livelli d’esposizione.

MISURE DI PROTEZIONE ESPOSIZIONE 8 ORE
AL GIORNO
PICCO DEL RUMORE
Livello d'azione inferiore 80 dBA 135 dBC
1. Devono essere messi a disposizione dei lavoratori esposti al rumore i dispositivi di protezione dell'udito (utilizzo volontario)
2. È necessario mettere a disposizione test audiometrici per i lavoratori la cui esposizione al rumore potrebbe generare un rischio per la salute
3. Deve essere effettuata formazione sui rischi legati al rumore, l’uso corretto dei dispositivi antirumore, i possibili danni all’udito, i controlli medici di prevenzione e le regole da mettere in pratica sul lavoro per ridurre l’esposizione al rumore
Livello d'azione superiore 85 dBA 137 dBC
1. Devono essere messi a disposizione dei lavoratori esposti al rumore i dispositivi di protezione dell'udito, il cui utilizzo è reso obbligatorio
2. Un esame audiometrico deve essere reso disponibile per gli esposti al rumore
3. Nelle aree rumorose devono essere affissi dei segnali di avvertimento
Valore limite d’esposizione 87 dBA 140 dBC
1. Livello massimo di rumore all'orecchio indossando le misure protettive
2. L'esposizione al rumore con indosso le protezioni acustiche non può superare questo livello
3. Si deve tener conto dell’attenuazione fornita dai dispositivi antirumore quando si stima questo valore

Protezione Vie Respiratorie

 


EN 149: 2001  Normativa che determina le caratteristiche dei facciali filtranti (mascherine), per la protezione da contaminanti con granulometria fino a 0,02 micron

P1 Polveri irritanti-nocive con concentrazioni fino a 4,5 TLV (soglia del valore limite): caolino, carbone, cellulosa, cemento, cotone, lana di vetro, zolfo (elenco indicativo non esaustivo).

P2 Polveri nocive-media tossicità per concentr. fino a 12 TLV (soglia del valore limite): alluminio, bario, cromo, ferro, gesso, grafite, manganese, molibdeno, rame, stagno, titanio, vanadio. (elenco indicativo non esaustivo)

P3 Polveri tossiche per concentrazioni fino a 50 TLV (soglia del valore limite): amianto, antimonio, cadmio, cobalto, nichel, platino, quarzo, rodio, stricnina, uranio, vanadio. (elenco indicativo non esaustivo)

D  test facoltativo di polvere dolomite: assicura maggiore efficenza e durata.

FILTRI

  • A1... basse concentrazioni - A2... alte concentrazioni / per vapori organici, diluenti, colle solventi, insetticidi, fitofarmaci  (marrone)
  • B1... basse concentrazioni - B2... alte concentrazioni / vapori inorganici (es.:soda caustica)   (grigio)
  • E1... basse concentrazioni - E2... alte concentrazioni / per gas e vapori acidi    (giallo)
  • K1... basse concentrazioni - K2... alte concentrazioni / ammoniaca e derivati    (verde)
  • P2... polveri nocive - P3... polveri tossiche / polveri nocive - tossiche    (bianco)

 


NORME PROTEZIONE DELLA VISTA

NORME EUROPEE PER LA PROTEZIONE DELLA VISTA

SIGNIFICATO DELLA MARCATURA DELLA LENTE

SIGNIFICATO DELLA MARCATURA DELLA MONTATURA

Esempio di marcatura della montatura
Esempio di marcatura della lente
RESISTENZA MECCANICA

* Resistenza contro le particelle ad alta velocità a temperature estreme

PROTEZIONE DA RADIAZIONI LUMINOSE

* Quanto più alto è il numero, tanto più scura è la tonalità della lente

ALTRI UTILIZZI SPECIFICI

REQUISITI OPZIONALI

 

 

GUIDA PER UNA SCELTA MIRATA E LETTURA MARCATURA DELLE LENTI
 
  COLORE UTILIZZO CARATTERISTICHE
Incolore
EN166 - EN170

Per utilizzo in ambiente chiuso in cui si renda necessario riparare l’occhio dai rischi più comuni (ad es. protezione da impatto)

Assorbe > 99.9% delle radiazioni UV fino a 385 nm
VLT: 92% - Marcatura lente: 2(C)-1.2 XXX.1.F
Materiale lente: policarbonato (se non diversamente specificato)
Argento I/O
(Indoor/Outdoor)
EN166 - EN170 - EN172

Lente ad alto rendimento da utilizzarsi sia in ambiente chiuso che all’aperto per attenuare il bagliore della luce sia artificiale sia solare

Assorbe > 99.9% delle radiazioni UV fino a 385 nm
VLT: 45% - Marcatura lente: 5-1.7 XXX.1.F
Materiale lente: policarbonato
Grigio TSR
(Traffic Signal Recognition)
EN166 - EN170 - EN172

Lente ad alto rendimento da utilizzarsi sia in ambiente chiuso che all’aperto per attenuare il bagliore della luce sia artificiale sia solare

Assorbe > 99.9% delle radiazioni UV fino a 385 nm
VLT: 45% - Marcatura lente: 5-1.7 XXX.1.F
Materiale lente: policarbonato
Giallo HDL
(High Definition lens)
EN166 - EN170

Per un’alta visibilità e un buon grado di contrasto in condizioni di scarsa luminosità. Offre protezione contro i rischi più comuni

Assorbe > 99.9% delle radiazioni UV fino a 400 nm
VLT: 87% - Marcatura lente: 2-1.2 XXX.1.F
Materiale lente: policarbonato
Blu a specchio
EN166 - EN170 - EN172

Per uso all’esterno quando la luce solare e il riverbero possono causare affaticamento alla vista (il rivestimento a specchio riflette la luce garantendo una migliore protezione)

Assorbe > 99.9% delle radiazioni UV fino a 385 nm
VLT: 23% - Marcatura lente: 5-2.5.XXX.1.F
Materiale lente: policarbonato
Arancio a specchio
EN166 - EN170 - EN172

Per uso all’esterno quando la luce solare e il riverbero possono causare affaticamento alla vista (il rivestimento a specchio riflette la luce garantendo una migliore protezione)

Assorbe > 99.9% delle radiazioni UV fino a 385 nm
VLT: 35% - Marcatura lente: 5-2.0.XXX.1.F
Materiale lente: policarbonato
Argento a specchio
EN166 - EN170 - EN172

Per uso all’esterno quando la luce solare e il riverbero possono causare affaticamento alla vista.
Risponde ai requisiti TSR (Traffic Signal Recognition), per un buon riconoscimento dei colori dei segnali stradali.
Offre protezione contro i rischi più comuni

Assorbe > 99.9% delle radiazioni UV fino a 385 nm
VLT: 12% - Marcatura lente: 5-3.1 XXX.1.F
Materiale lente: policarbonato
Blu Cobalto
EN166 - EN171

Per radiazioni emesse da materiali incandescenti, come fornaci o fonderie. Riduce l’abbagliamento causato da vetro o metallo fuso, con protezione da IR.
Non idoneo per protezione da impatto

VLT: 1.5%
Marcatura lente: 4-6.XXX.1
Materiale lente: vetro
Verde graduazione I.R.
1.7 • 3 • 4 • 5
EN166 - EN169 - EN171

Per saldatura:
graduazione 1.7 = Aiuto saldatori
graduazione 3 e 5 = ossitaglio, saldatura a gas

VLT: 1.7 = 51% • 3 = 17% • 4 = 6% media • 5 = 2% • 6 = 0.7%
Marcatura lente: 1.7 / 3 / 4 / 5 XXX.1.F
Materiale lente: policarbonato
Vetro temperato
EN166

Per uso in ambienti polverosi o caratterizzati da presenza di sostanze chimiche, dove non è necessaria una protezione dagli impatti (pulizia, fonderie, laboratori chimici). Ottima protezione contro le abrasioni e gli spruzzi di sostanze chimiche. Non idoneo per protezione da impatto.

VLT: 94%
Marcatura lente: XXX.1.S
Materiale lente: vetro temperato

 

NORME EUROPEE PER LA PROTEZIONE DEL CAPO

ELMETTI DI PROTEZIONE

Ai sensi delle norme UNI EN 397 l'elmetto di protezione deve possedere un’elevata resistenza agli urti e alla penetrazione. Gli elmetti devono eventualmente essere assicurati dal cadere o dal volar via mediante un sottogola. A seconda dell'impiego, gli elmetti devono garantire l’aerazione, l’eliminazione dell'acqua, la riflessione, la resistenza al fuoco, così come l’isolamento elettrico.

Gli elmetti devono essere contrassegnati nel seguente modo:

  • indicazione delle norme UNI EN 397;
  • nome o marchio del costruttore;
  • anno e trimestre di fabbricazione;
  • tipo dell’elmetto (indicazione del costruttore);
  • grandezza o settore di grandezza (in cm.);
  • marchio di conformità CE.

La nota informativa deve contenere:

  • nome e indirizzo del costruttore;
  • indicazioni o consigli concernenti la conservazione, l’uso, la pulizia, la manutenzione e la disinfezione;
  • indicazioni relative agli accessori e alle parti di ricambio idonee;
  • il significato del contrassegno e delle indicazioni relative ai limiti d’impiego dell’elmetto.

Protezione mani

EN 388 : rischi meccanici; stabilisce le modalità di prova alle quali deve essere sottoposto un guanto per valutarne:

  • resistenza all'abrasione
  • resistenza al taglio
  • resistenza allo strappo
  • resistenza alla perforazione

EN 388 : rischi da taglio : da urto o impatto, requisito aggiuntivo EN 1082; stabilisce le modalità di prova alle quali deve essere sottoposto un guanto, per valutarne:

  • resstenza al taglio da urto

EN 388 : rischi da elettricità statica; requisitonaggiuntivo EN 60903; guanti elettricamente isolanti, stabilisce le modalitò di prova alle quali deve essere sottoposto un guanto per valutarne:

  • volume di resistività

EN 60903 : rischio elettrico; stabilisce le modalità di prova alle quali deve essere sottoposto un guanto, per valutarne la capacità di isolamento dalla corrente elettrica.

EN 407 : rischi da calore e fuoco; stabilisce le modalità di prova alle quali deve essere sottoposto un guanto per valutarne:

  • resistenza all'infiammabilità
  • resistenza al calore per contatto
  • resistenza al calore convettivo
  • resistenza al calore radiante
  • resistenza a piccoli spruzzi di materiale fuso
  • reistenza a grandi quantità di materiale sfuso

EN 659 : rischi per vigili del fuoco; insieme di requisiti minimi (rischi meccanici EN 388 e da calore EN 407) per i guanti destinati alla protezione di vigili del fuoco (squadre di emergenza ed antincendio boschivo), i guanti inoltre devono avere una lunghezza minima (es tg. 10 = mm 305), la fodera non deve fondere, gocciolare o infiammarsi.

EN 511 : rischi per il freddo; stabilisce le modalità di prova alle quali deve essere sottoposto un guanto, per valutarne: 

  • resistenza al freddo convettivo
  • resistenza al freddo per contatto
  • impermeabilità all'acqua

EN 374-3 : rischi chimici; stabilisce le modalità di prova alle quali deve essere sottoposto un guanto, per valutarne: 

  • resistenza alla penetrazione dell'acqua
  • resistenza alla penetrazione dell'aria

EN 374-2 : rischi da microrganismi; stabilisce le modalità di prova alle quali deve essere sottoposto un guanto, per valutarne:

  • resistenza alla penetrazione dell'acqua

EN 381 : rischi da taglio da motosega; La norma EN 381 è una norma europea e contiene tutte le direttive della sicurezza per l’utente della motosega. Questa norma è composta da più parti, e si riferisce a parti specifiche del corpo: 

  • - EN 381- 5: protezione gamba
  •  -EN 381-7: guanti protezione
  • - EN 381-9: ghette
  • - EN 381-11:giacche protezione/protezione parte superioredel corpo

Questa norma distingue 3 classi, che consentono alla velocità della catena (motosega) che risulta durante i test che fanno sulle motoseghe con abbigliamento di sicurezza.

  • Classe 0: 16m/s
  • Classe 1: 20m/s
  • Classe 2: 24m/s
  • Classe 3: 28m/s 

 


 

PROTEZIONE PIEDI

UNI EN ISO 20345:2012

Gennaio 2012

Dispositivi di protezione individuale - Calzature di sicurezza.

Personal protective equipment - Safety footwear.

Sostituisce integralmente la norma UNI EN ISO 20345:2008.

La presente norma è la versione ufficiale della norma europea EN ISO 20345 (edizione dicembre 2011). La norma specifica i requisiti di base e supplementari (facoltativi) per le calzature di sicurezza.

Può essere utilizzata soltanto congiuntamente alla norma UNI EN ISO 20344:2012 che stabilisce i metodi di prova per verificare la conformità ai requisiti delle calzature per uso professionale.

Appendice A: Calzature ibride.


UNI EN ISO 20345:2007
Le Calzature da lavoro a Norma UNI EN ISO 20345:2007 sono contraddistinte da una "S" (dall'inglese Safety = Sicurezza) come Calzature di Sicurezza. La scarpa
cosiddetta "di base" è marcata con le lettere "SB" (S = Sicurezza - "B" = Base).
Questa Calzatura deve avere i seguenti requisiti minimi:
• altezza del tomaio
• puntale (lunghezza minima, base portante minima)
• tomaio almeno in pelle "crosta" e similare
• fodera anteriore
• sottopiede
• suola in qualsiasi tipo di
materiale, può essere liscia
• il tomaio, nella calzatura bassa, può essere aperto.

Nelle Calzature "SB" non sono mai comprensivi i seguenti requisiti se non specificati dettagliatamente:
• antistaticità
• assorbimento di energia del tacco
• impermeabilità dinamica del tomaio
• suola con caratteristica di antiscivolo
• suola con tasselli
• fodera posteriore
• tomaio in pelle fiore
• lamina antiforo. Vi indichiamo qui di seguito il significato della timbratura che potrete rilevare sulla calzatura.

Marcatura di conformità Nome del fabbricante Data di produzione
| | |
[CE] U-POWER 03/07
UNI EN ISO 20345:2007 S3 00000 - Stratos
| | |
Norma europea Classe di protezione Articolo
L 'anno di applicazione della marchiatura CE e il n° di identificazione del laboratorio che ne ha attestato l'idoneità sono stati soppressi con il D.L. del 02/01/1997 n° 10. Il n° di
identificazione del laboratorio deve essere evidenziato sulla nota di utilizzo. - Dal 01/06/98 con l'entrata in vigore dell'EN 345:1 viene eliminata l'indicazione del Paese del Produttore.
Le Calzature con requisiti supplementari dovranno portare indicate le seguenti lettere di identificazione:
  UNI EN ISO
20345:2007
UNI EN ISO
20346:2007
UNI EN ISO
20347:2007
UNI EN ISO
20345:2007
UNI EN ISO
20347:2007
Valori minimi richiesti
UNI EN ISO
20345/6/7:2007
  SB S1 S2 S3 PB P1 P2 P3 0B 01 02 03 S4 S5 04 05  
A Calzatura Antistatica - X X X - X X X - X X X X X X X da 1.10 OHM a 1.10 OHM
E Assorbimento di Energia del tallone - X X X - X X X - X X X X X X X ≥ 20 Joule
FO Resistenza suola agli idrocarburi
ex ORO
X X X X X X X X - - - - X X X X Requisito sempre compreso in UNI EN ISO 20345:2007 e in UNI EN ISO 20346:2007 ma da speci? care con sigla FO quando incluso
in UNI EN ISO 20347:2007
WRU Impermeabilità dinamica del tomaio - - X X - - X X - - X X - - - - > 60' - Assorbimento ≤ 30%
H2O trasmessa dopo 60' ≤ 0,2 gr
P Lamina antiforo - - - X - - - X - - - X - X - X ≥ 1100 N.
CI Isolamento dal Freddo - - - - - - - - - - - -     A temp. ≤ 10 °C.
HI Isolamento dal Calore - - - - - - - - - - - -     A temp. ≥ 22 °C.
C Calzatura Conduttiva - - - - - - - - - - - -     < 1.10 OHM
HRO Resistenza al calore per contatto - - - - - - - - - - - -     a 300 °C. per 60" - Non fonde
AN Protezione della caviglia - - - - - - - - - - - -     valore medio ≥ 20 kN
I Elettricamente isolante (Dielettrica) - - - - - - - - - - - -     Classe 00 oppure Classe 0
WR Resistenza all'acqua della calzatura - - - - - - - - - - - -     Nessuna penetrazione primi 15' (minuti primi)
Dopo 100 lunghezze non deve entrare più di
3 cm² di acqua (macchia)
M Protezione metatarsale - - - - - - - - - - - -     Altezza dopo urto ≥ 40 mm (misura 42)
CR Resistenza al taglio del tomaio - - - - - - - - - - - -     Fattore I ≥ 2,5
FO (ex ORO): resistenza agli idrocarburi, requisito obbligatorio per tutte le calzature di sicurezza. X Requisiti richiesti – Requisiti non obbligatori, controllare timbratura calzatura Sotto la suola viene indicata la seguente informazione: - calzata.Sul soffietto o sulla linguetta della scarpa sono apposti: - marchio del fabbricante - il codice articolo - il mese e l'anno di fabbricazione - le seguenti marcature: vedi la marcatura di conformità CE.
UNI EN ISO 20346:2007
Le Calzature da lavoro a Norma UNI EN ISO 20346:2007
vengono denominate "Calzature protettive". Esse sono sostanzialmente identiche alle Calzature di sicurezza.
Le uniche differenze sono le seguenti:
• puntale di protezione contro gli urti con energia di 100 J
• sono marcate con "P" (dall'inglese "protective") al posto della "S" (Calzature di sicurezza). N.B.: impiego in tutti i posti di lavoro dove è suffi ciente la protezione di 100 J. UNI EN ISO 20347:2007 Le Calzature da lavoro a Norma UNI EN ISO 20347:2007 vengono denominate "Calzature da lavoro" o "professionali".Esse sono sostanzialmente identiche alle Calzature analizzate precedentemente. Si differenziano dal non avere un puntale di protezione e la marcatura avviene sostituendo le lettere "S" e "P" con "O" (dall'inglese "occupational" = lavoro) e pertanto si identifi cano con 01, 02, 03. La resistenza agli idrocarburi FO non obbligatoria deve essere eventualmente indicata sulla marcatura. IL SIGNIFICATO DELLE NORME EUROPEE UNI EN ISO 20344:2007 Metodologia di prova e requisiti generali. UNI EN ISO 20345:2007 Specifi che delle calzature di sicurezza con resistenza del puntale a 200 J. UNI EN ISO 20346:2007 Specifiche delle calzature protettive con resistenza del puntale a 100 J. UNI EN ISO 20347:2007 Specifiche delle calzature professionali. Nessuna resistenza specifica del puntale.

PROTEZIONE CORPO

Norma UNI EN 471
La norma UNI EN 471 relativa agli indumenti di segnalazione ad alta visibilità specifica i requisiti per gli indumenti in grado di
segnalare la presenza dell'utilizzatore, intesi a fornire un'alta visibilità in situazioni pericolose in qualunque condizione di luce diurna ed
alla luce dei fari dei veicoli nell'oscurità.
Tra gli indumenti definiti dalla norma (tute, giacche, pantaloni, giubbotti, corpetti e bretelle) la tipologia "minima" individuata
dal codice della strada nell'art. 162 è costituita dai giubbotti e dalle bretelle.
Si coglie l'occasione per chiarire che il termine "giubbotto", ai sensi della norma UNI EN 471, si riferisce ad un indumento
privo di maniche, assimilabile a "gilet" o "corpetto".
Tali indumenti sono costituiti da:
- materiale (tessuto) di fondo fluorescente che può essere di colore giallo fluorescente, arancio-rosso fluorescente o rosso fluorescente,
le cui coordinate tricromatiche sono riportate nel prospetto Il della norma armonizzata. Il materiale (tessuto) di fondo ha la peculiarità di
essere visibile di giorno anche in presenza di nebbia o scarsa visibilità.
- materiale retro riflettente costituito da bande disposte sopra il materiale di fondo secondo uno degli esempi riportati nell'allegato 1 alla
presente circolare. Il nastro (o banda) retro riflettente ha la peculiarità di essere visibile di notte nel momento in cui viene illuminato (es.
dai fari delle automobili).
E' altresì ammesso l'impiego di materiali a prestazioni combinate, che possiedono sia le proprietà del materiale di fondo che
quelle del materiale retro-riflettente.
3.1 Area minima di materiale (UNI EN 471 punto 4.1)
La norma UNI EN 471 prevede al punto 4.1 tre classi di distinzione degli indumenti di segnalazione sulla base dell'area
minima dei materiali impiegati. Il Decreto ministeriale 30 dicembre 2003 prende in considerazione solamente due tipologie di indumenti
(giubbotti e bretelle). Nella Tabella I sono riportati i valori minimi di area per le tipologie adottate.
Tabella I – aree minime di materiale visibile in m2
Indumenti di classe 2
(giubbotti)
Indumenti di classe 1
(bretelle)
Materiale di fondo 0.50 0.14
Materiale retro-riflettente 0.13 0.10
Materiale a prestazioni combinate - 0.20
Per i giubbotti la classe minima è la 2, mentre per le bretelle la classe minima è la 1. E' ammessa l'eventuale apposizione di
iscrizioni o simboli, a condizione che siano comunque garantiti i valori minimi delle aree presenti in Tabella I.